Giornata Internazionale di Preghiera per le Vittime della schiavitù moderna e della tratta di esseri umani 2026
"Parla tu a favore di chi non può difendersi, sostieni i diritti di chi è senza aiuto."
Proverbi 31:8 (TILC)

Domenica 27 settembre 2026, l'Esercito della Salvezza si unirà in tutto il mondo per celebrare la Giornata Internazionale di Preghiera per le Vittime della schiavitù moderna e della tratta di esseri umani, un momento speciale di riflessione, sensibilizzazione e intercessione dedicato a quanti vivono ancora oggi in condizioni di sfruttamento e privazione della libertà.
Il tema scelto per quest'anno è "Apri i nostri occhi", ispirato alle parole di Proverbi 31:8 "Parla tu a favore di chi non può difendersi, sostieni i diritti di chi è senza aiuto." Un invito a guardare oltre ciò che appare visibile, a riconoscere la sofferenza nascosta e a diventare strumenti di giustizia, compassione e speranza.
Il tema scelto per quest'anno è "Apri i nostri occhi", ispirato alle parole di Proverbi 31:8 "Parla tu a favore di chi non può difendersi, sostieni i diritti di chi è senza aiuto." Un invito a guardare oltre ciò che appare visibile, a riconoscere la sofferenza nascosta e a diventare strumenti di giustizia, compassione e speranza.
Una realtà che non possiamo ignorare
La schiavitù moderna continua a rappresentare una delle più gravi violazioni dei diritti umani del nostro tempo. Secondo i dati richiamati dalla campagna internazionale dell'Esercito della Salvezza, milioni di persone nel mondo sono vittime di sfruttamento sessuale, lavoro forzato, matrimoni forzati, servitù domestica, traffico di organi e altre forme di abuso.
Anche l'Italia non è immune da questa realtà. Come ricordato nella campagna dello scorso anno, il nostro Paese è sia luogo di transito sia di destinazione della tratta di esseri umani. Lo sfruttamento non riguarda soltanto la prostituzione forzata, ma coinvolge anche il lavoro nero, il caporalato e altre forme di coercizione che colpiscono persone particolarmente vulnerabili. Secondo il rapporto GRETA, ogni anno in Italia si stimano tra le 2.100 e le 3.800 vittime di tratta.
Molte di queste persone restano invisibili: uomini, donne e minori la cui sofferenza si consuma lontano dagli occhi dell'opinione pubblica, spesso nel silenzio e nell'indifferenza. Proprio per questo il messaggio della campagna 2026 ci invita a pregare affinché Dio apra i nostri occhi e ci renda capaci di vedere chi viene ignorato, ascoltare chi non ha voce e agire con coraggio a favore della giustizia.
Anche l'Italia non è immune da questa realtà. Come ricordato nella campagna dello scorso anno, il nostro Paese è sia luogo di transito sia di destinazione della tratta di esseri umani. Lo sfruttamento non riguarda soltanto la prostituzione forzata, ma coinvolge anche il lavoro nero, il caporalato e altre forme di coercizione che colpiscono persone particolarmente vulnerabili. Secondo il rapporto GRETA, ogni anno in Italia si stimano tra le 2.100 e le 3.800 vittime di tratta.
Molte di queste persone restano invisibili: uomini, donne e minori la cui sofferenza si consuma lontano dagli occhi dell'opinione pubblica, spesso nel silenzio e nell'indifferenza. Proprio per questo il messaggio della campagna 2026 ci invita a pregare affinché Dio apra i nostri occhi e ci renda capaci di vedere chi viene ignorato, ascoltare chi non ha voce e agire con coraggio a favore della giustizia.

"Apri i nostri occhi"
Al centro della campagna internazionale c'è un forte richiamo alla consapevolezza spirituale. Lo studio biblico preparato per l'occasione invita a riflettere su alcuni episodi delle Scritture, come il Buon Samaritano e la guarigione del cieco nato, che mostrano come Dio ci chiami a vedere le persone non come problemi da evitare, ma come individui creati a Sua immagine e degni di dignità, cura e protezione.
La campagna sottolinea inoltre che la schiavitù moderna rimane spesso nascosta perché le vittime sono isolate, messe a tacere o semplicemente non riconosciute. Per questo motivo la preghiera non è soltanto un gesto simbolico, ma un atto di solidarietà con le vittime e i sopravvissuti, un modo per dare voce a chi non può parlare e per chiedere a Dio di guidare le nostre comunità verso un impegno concreto contro ogni forma di sfruttamento.
La campagna sottolinea inoltre che la schiavitù moderna rimane spesso nascosta perché le vittime sono isolate, messe a tacere o semplicemente non riconosciute. Per questo motivo la preghiera non è soltanto un gesto simbolico, ma un atto di solidarietà con le vittime e i sopravvissuti, un modo per dare voce a chi non può parlare e per chiedere a Dio di guidare le nostre comunità verso un impegno concreto contro ogni forma di sfruttamento.
Una risposta globale dell'Esercito della Salvezza
Dal 1865 l'Esercito della Salvezza è impegnato nella lotta contro la schiavitù, la tratta e ogni forma di sfruttamento umano. Oggi questo ministero continua in oltre 130 Paesi attraverso programmi di prevenzione, protezione, assistenza ai sopravvissuti, sensibilizzazione e advocacy.
La Giornata Internazionale di Preghiera rappresenta ogni anno un'occasione per unire i salutisti e gli amici dell'Esercito della Salvezza in una testimonianza comune di fede e giustizia. Attraverso momenti di culto, studi biblici e iniziative di informazione, le comunità locali sono incoraggiate a riflettere su come riconoscere i segni dello sfruttamento e su come contribuire alla costruzione di una società più giusta e sicura per tutti.
Un invito alla preghiera e all'azione
In questa giornata speciale siamo invitati a pregare:
Che la nostra preghiera possa trasformarsi in consapevolezza, la consapevolezza in compassione e la compassione in azione. Come ricorda uno dei testi della campagna internazionale:
La Giornata Internazionale di Preghiera rappresenta ogni anno un'occasione per unire i salutisti e gli amici dell'Esercito della Salvezza in una testimonianza comune di fede e giustizia. Attraverso momenti di culto, studi biblici e iniziative di informazione, le comunità locali sono incoraggiate a riflettere su come riconoscere i segni dello sfruttamento e su come contribuire alla costruzione di una società più giusta e sicura per tutti.
Un invito alla preghiera e all'azione
In questa giornata speciale siamo invitati a pregare:
- per le persone che vivono ancora in situazioni di schiavitù e tratta;
- per i sopravvissuti che affrontano percorsi di guarigione e ricostruzione;
- per coloro che operano in prima linea accanto alle vittime;
- per una giustizia che restituisca dignità, libertà e speranza;
- affinché i nostri cuori, le nostre comunità e la nostra società non restino indifferenti.
Che la nostra preghiera possa trasformarsi in consapevolezza, la consapevolezza in compassione e la compassione in azione. Come ricorda uno dei testi della campagna internazionale:
"Che le mie preghiere e quelle del Tuo popolo si trasformino in azione mentre combattiamo insieme contro l'ingiustizia."
Domenica 27 settembre 2026 unisciti a noi. Apriamo i nostri occhi, alziamo la nostra voce e preghiamo per un mondo in cui ogni persona possa vivere libera dallo sfruttamento e dalla schiavitù.
