Chi Siamo
ESISTIAMO PER: PROCLAMARE L’EVANGELO DELLA SALVEZZA IN GESU' CRISTO, PROMUOVERE LA CRESCITA SPIRITUALE DEI CRISTIANI E ANDARE INCONTRO AI BISOGNI DELL'UMANITA' SOFFERENTE NEL NOME DI DIO SENZA DISCRIMINAZIONE ALCUNA.

L'Esercito della Salvezza è parte della Chiesa Cristiana universale.

Attualmente, l'Esercito della Salvezza serve in 126 paesi ed usa circa 175 lingue affiancando alla predicazione della Parola di Dio, opere sociali di vario genere quali scuole, case per bambini, ostelli per senza fissa dimora, ospedali, programmi di emergenza per i disastri, ecc...

L'Esercito della Salvezza, come dice il nome stesso, è strutturato come un esercito.
Il Generale, che è il responsabile a livello mondiale, risiede a Londra, dove ha sede il Quartiere Internazionale dell'Esercito della Salvezza.
Il Generale ha il compito di guidare il movimento e fissarne gli obiettivi. Viene eletto dall'Alto Consiglio, costituito dal Capo di Stato Maggiore, tutti i Commissari in servizio ed i Capi Territoriali.
Dal 3 Agosto 2013 il Commissario André Cox è stato eletto come 20° Generale dell'Esercito della Salvezza.
Segretari Internazionali assicurano il legame e la comunicazione tra il Quartiere Generale Internazionale ed i vari Territori e Comandi dislocati nel mondo.
Il Segretario Internazionale per l'Europa è attualmente la Commissaria Birgitte Brekke - Clifton
In Italia, l'Esercito della Salvezza è presente dal 1887.
L'Italia è un Comando facente parte del Dipartimento Europeo.
Dal settembre 2014, Il Capo del Comando è il Tenente Colonnello Massimo Tursi. Sua moglie, Tenente Colonnella Anne-Florence Cachelin Tursi è la Presidente dei Ministeri Femminili in Italia. 
Dal settembre 2011, il Segretario Generale è il Maggiore David Cavanagh, e la Maggiore Elaine Cavanagh Segretaria Nazionale dei Ministeri Feminili.
Dall'ottobre 2007 l'Esercito della Salvezza ha iniziato la propria opera in Grecia sotto la responsabilità del Comando Italiano.
La nostra sede nazionale è situata a Roma.
Le comunuità dell'Esercito della Salvezza sono denominate "Corpi".
In Italia sono presenti 16 Corpi , 14 Avamposti, 7 Istituzioni.
Inoltre, in alcune bellissime località, l'Esercito della Salvezza possiede case di ospitalità, adatte alle vacanze ed utilizzate per: campi per i giovani, colonie per bambini e ritiri spirituali.
L'Esercito della Salvezza in Italia fa parte della Federazione delle Chiese Evangeliche (FCEI) ed é una delle 10 Chiese Fondatrici dell'Ospedale Evangelico "Villa Betania" di Ponticelli (NA).
Recentemente, all'Esercito della Salvezza è stato concesso il "Riconoscimento della personalità giuridica dell’Associazione di culto «Esercito della Salvezza in Italia», in Roma".  
(Gazzetta Ufficiale" 168 del 22 luglio 2012)

La Nostra Storia

William Booth nacque a Nottingham nel 1829. A 13 anni fu mandato a lavorare in un'agenzia del monte dei pegni per sostenere la madre e la sorella. 
Non amava i proprio lavoro, ma questo lo rese ben presto consapevole dell'indigenza nella quale la gente viveva e di come essa vivesse umiliazioni e degrado. Durante la sua adolescenza divenne cristiano e spese molto del proprio tempo libero cercando di convincere altri a convertirsi. Il giovane William cominciò a predicare nelle strade.
Al termine del suo apprendistato, si trasferì a Londra e lì si unì alla Chiesa Metodista locale nella quale decise di divenire pastore.
In seguito al matrimonio con Catherine Mumford, nel 1855, servì per diversi anni come pastore metodista, viaggiando, predicando e condividendo la parola di Dio con quanti fossero disposti ad ascoltare. In seguito, sentì che Dio gli chiedeva di più , fare di più per raggiungere la gente comune. Tornato a Londra con la sua famiglia, diede le dimissioni dalla chiesa metodista.
Un giorno del 1865 si ritrovò nell'Est End di Londra, a predicare per strada ad una folla di persone. Alcuni missionari lo sentirono predicare all'esterno di un pub chiamato The Blind Beggar e furono così impressionati dalla sua predicazione così potente, che gli chiesero di tenere una serie di riunioni nella loro tenda. Essa era situata in un vecchio quartiere su di un vecchio cimitero quacchero nel quartiere di Whitechapel. La data del primo incontro fu fissata per il 2 luglio 1865. Ai poveri ed ai miserabili dell'Est Endi di Londra, Booth portò la buona notizia di Gesù Cristo e del Suo amore per ogni creatura. Molto presto Booth comprese di star realizzato quel di più che Dio gli chiedeva. Fondò il suo movimento, che chiamò 'Missione Cristiana'.
Pian piano la missione cominciò a svilupparsi, ma il lavoro era enorme e Booth '"tornava a casa ogni sera distrutto dalla fatica, spesso con i vestiti laceri ed il capo fasciato da bende insanguinate laddove le pietre lo avevano colpito" scriveva sua moglie. Gli incontri serali si tenevano in un vecchio magazzino dove i ragazzi di strada tiravano pietre e petardi attraverso le finestre.
Entro la fine del 1878 la Missione Cristiana cambiò il suo nome in The Salvation Army e le cose cominciarono a cambiare. L'idea di un Esercito che combatteva il peccato catturò l'immaginazione della gente e l'Esercito della Salvezza cominciò a crescere rapidamente. I sermoni infuocati di Booth ed il linguaggio chiaro mettevano a segno il messaggio e sempre più persone si ritrovarono a lasciare il proprio passato ed a cominciare una nuova vita come soldati nell'Esercito della Salvezza.
Inevitabilmente, lo spirito militare dell'Esercito della Salvezza fece sì che il movimento si diffondesse all'estero. Quando, nel 1912, Booth fu "promosso alla gloria" l'Esercito operava già in 58 Paesi.
Catherine Mumford nacque ad Ashbourne, nel Derbyshire, il 17 gennaio 1829. Sin dall'infanzia fu una bambina molto sensibile. Fu cresciuta nel principi cristiani e, all'età di 12 anni, aveva già letto la Bibbia otto volte! Ma solo all'età di 16 anni, dopo molte sofferenze, ella si convertì veramente. Nel proprio innario, lesse le parole "Mio Dio, sono tua, quale divino conforto", e realizzò la verità di questa affermazione nella propria vita.
A 14 anni si ammalò gravemente, ma si tenne impegnata e si documentò in particolare sul problema dell'alcolismo. Scrisse articoli per un giornale, incoraggiando la gente a non abusare dell'alcool.
Incontrò William quando venne a predicare nella sua chiesa. Presto si innamorarono e si fidanzarono. Durante i tre anni di fidanzamento, Catherine era un supporto costante nello stressante lavoro di predicatore, attraverso le sue lettere.
Il 16 giugno 1855, si sposarono. A differenza di molti matrimoni dell'epoca, il loro fu molto semplice ed economico: desideravano spendere tutto il tempo ed il denaro che possedevano per Dio. A Brighouse, Catherine cominciò ad aiutare nel lavoro della chiesa.  Nonostante fosse molto timida, trovò il coraggio di parlare nelle riunioni dei bambini. Amava lavorare con i giovani, e comunque sarebbe stato impensabile che una donna parlasse in pubblico ad una riunione per adulti.
Catherine era convinta che le donne avessero diritto di parlare tanto quanto gli uomini. A Gateshead, quando fu data l'opportunità di rendere una testimonianza pubblica, si fece avanti! Era l'inizio di un ministero incredibile, poiché le persone venivano sfidati dal suo messaggio.
Catherine trovò il coraggio di parlare alle persone nelle case, e specialmente agli alcolisti, che aiutava a cominciare una nuova vita. Spesso teneva riunioni nelle case per i nuovi convertiti. Era anche madre di una numerosa famiglia di otto bambini ai quali diede una ferma educazione cristiana. Due di essi divennero, in seguito, Generali dell'Esercito della Salvezza.
Nel 1865, all'inizio della Missione Cristiana, William predicava ai poveri ed ai diseredati, e Catherine parlava ai benestanti, chiedendo aiuti finanziari a supporto del loro lavoro. Fu artefice di molti dei cambiamenti del nuovo movimento, ne disegnò la bandiera, i cappellini per le donne e contribuì all'ideazione delle dottrine. Morì, nel 1890. La sua vita fu un incoraggiamento per migliaia di persone che la ricordarono come un'instancabile soldato dell'Esercito di Dio.

Ministero Femminile - I Diritti delle Donne

In una lettera al suo pastore, Dr. David Thomas, nel 1853, Catherine Booth replicò ad un sermone da lui predicato, nel quale egli supportava la dottrina dell'inferiorità intellettuale e morale delle donne rispetto agli uomini: 
"Mi permetta, mio caro signore, di domandarle se abbia mai fatto della problematica dell'uguaglianza delle donne un soggetto di attenta e calma riflessione. Se non lo avesse ancora fatto vorrei, con tutto il rispetto, suggerirglielo come argomento degno della Sua attenzione. Poiché Lei prende le Scritture come prova delle sue teorie, desidero far chiarezza sul soggetto; oso prendere posizione contro il mondo per difendere la perfetta eguaglianza delle donne. Ammetto che la donna, in conseguenza della sua educazione inadeguata, sia generalmente inferiore agli uomini a livello intellettuale, ma non vedo come si possa credere che ella sia inferiore per natura, come Lei sostiene nei Suoi discorsi. Mai sinora nella storia del mondo la donna è stata messa nella stessa posizione intellettuale dell'uomo. L'educazione della donna, sin dall'infanzia, anche nella nostra nazione avanzata, è stata finora volta piuttosto ad anchilosarne e paralizzarne le energie piuttosto che a svilupparle e rafforzarle; si è preferito stroncare ed avvilire le sue aspirazioni piuttosto che incoraggiarle e stimolarle. Sull'educazione femminile il giorno sta ancora sorgendo e dunque ogni giudizio sulla donna in quanto entità intellettuale è prematuro ed insoddisfacente. Grazie a Dio non mancano numerosi e nobili esempi di ciò che la donna può divenire quando il pregiudizio e l'errore vengono soppiantati dalla luce e dalla verità, e quando le potenzialità della donna vengono apprezzate e sviluppate.
Un giorno luminoso sorgerà quando le donne assumeranno la loro vera posizione, e giungeranno al pieno sviluppo della loro capacità intellettuale. Quel giorno, la tanto proclamata teoria che la donna abbia 'una cellula cerebrale in meno' con tutte le ipotesi connesse, svaniranno alla luce dello sviluppo e del progresso del suo intelletto"
.
Per la loro luna di miele, William e Catherine Booth andarono alle isole Channel, prima di ripartire, la signora Booth scrisse queste parole ad un'amica: "La donna che voglia servire la propria generazione secondo il volere di Dio, deve fare della cultura morale ed intellettuale l'occupazione principale. Facendolo, assurgerà al grado di dignità che le spetta e scoprirà di possedere la meravigliosa capacità di trasformare i doveri, le gioie ed i dolori della vita domestica in vantaggi per se stessa e per tutti coloro che sono nella sua sfera di influenza".

L'Uniforme

Quando, nel 1878, la "Missione Cristiana" divenne Esercito della Salvezza, cominciarono ad apparire le prime uniformi ed accessori militari. 
Anche la terminologia militare divenne di uso comune: le sale di riunioni divennero "Corpi", dare un'offerta divenne "sparare una cartuccia". Furono adottate bandiere, distintivi, fanfare ed uniformi, sempre secondo un sistema di gradi militari per coloro che ne facevano parte.
Le mostrine poste sull'uniforme indicavano il grado, secondo l'anzianità di servizio, o il livello di responsabilità. 
I primi Salutisti marciavano con una strana varietà di abiti e copricapi. Ci vollero circa due anni per standardizzare l'uniforme ma,  nel 1880 fu introdotta la divisa blu per uomini e donne. Gli uomini indossavano una giacca blu con un collo alto rigido sopra una maglia rossa. Il copricapo era di tipo militare con una fascia rossa sulla quale era ricamata la scritta "The Salvation Army" in oro. Le donne vestivano lunghe gonne blu, giacca a collo alto aderente con collo bianco. Il cappello nero con il grande fiocco laterale fu un'idea di Catherine Booth. Economico, resistente e protettivo, il cappellino con la fascia rossa ed il grande fiocco divenne presto un simbolo ben conosciuto della Grande Guerra per la Salvezza. 
La maggior parte dei pionieri salutisti era fiera di indossare l'uniforme che simboleggiava la crociata per la quale era stata ideata. In parte perchè ne erano fieri ed in parte per necessità (ognuno doveva acquistare la propria uniforme che, nel 1890, costava tre settimane di salario) molti salutisti indossavano l'uniforme praticamente in ogni occasione, anche per matrimoni, funerali, foto di famiglia, visite ai parenti.
Sino a pochi anni fa, le donne hanno continuato ad indossare una versione ridotta del cappellino stile Vittoriano, ma oggi la gran parte dei paesi hanno adottato il cappellino a forma di bombetta, che è anche molto meno costoso. Le giacche con il collo a pistagna sono state sostituite da giacche aperte. 
Le uniformi si adattano con le culture ed i climi differenti: possono essere bianche, grigie, beige, sahariane con pantaloncini o magari un sari con una fascia salutista. 
Indossare o meno l'uniforme è una scelta libera, ma le ragioni per le quali i salutisti indossano l'uniforme rimangono le stesse:
  • un impegno nella guerra contro il male;
  • una testimonianza personale della propria fede cristiana e della propria appartenenza;
  • disponibilità dei salutisti nei confronti di chiunque abbia bisogno di un aiuto pratico o di ascolto.

La Marmitta

Alla fine dell'800, il Capitano Joseph McFee stava raccogliendo fondi per fornire pasti caldi ed un riparo ai senza fissa dimora di San Francisco. Ebbe l'idea di appendere una grande pentola ad un treppiedi e scriverci sopra "Fate sì che la pentola possa bollire ": nacque la prima marmitta salutista. 
Presto l'idea si diffuse in tutta l'America per le collette natalizie. 
Oggi in molti Paesi è possibile trovare gruppi di salutisti che cantano o suonano accanto alla marmitta, collettando denaro per il servizio sociale.

Glossario Salutista

ADERENTE
I membri aderenti sono persone che frequentano stabilmente l'Esercito della Salvezza, danno la propria contribuzione e svolgono cerimonie come matrimoni, consacrazioni e funerali con rito salutista ed hanno una condotta consona ad un cristiano evangelico.
AVAMPOSTO
Località nella quale l'Esercito della Salvezza opera in trasferta, nella speranza di aprire un Corpo.
BANCO DELLA GRAZIA
In tutte le sale dell'Esercito della Salvezza è presente un posto dove i credenti possono inginocchiarsi per pregare per ricevere la salvezza, ricercare la santificazione o consacrarsi al servizio del Signore ai diversi livelli. Esso è situato tra la piattaforma e la zona centrale della sala ed è un punto centrale per ricordare a tutti la presenza di Dio, che riconcilia e salva.
BANDIERA
La Bandiera dell'Esercito della Salvezza è costituita da tre colori: Blu, Rosso e Giallo. Essi simbolizzano Il sangue di Gesù Cristo (rosso), il fuoco dello Spirito Santo (giallo) e la purezza di Dio (blu).
CADETTO
Salutista che si candida per diventare Ufficiale
CORPO
Unità dell'Esercito della Salvezza, stabilita allo scopo di predicare il Vangelo e servire la comunità.
GIOVANE SOLDATO
Un ragazzo o una ragazza entro i 14 anni che, essendo convertito, decide di diventare Salutista e firma un patto
SALVEZZA E SANTIFICAZIONE
L'opera di grazia che Dio compie in una persona che, pentita, riconosce Cristo quale Salvatore, e come Colui che perdona, dà un nuovo significato ed una nuova direzione alla vita, e dona forza per vivere secondo la volontà di Dio. L'esperienza più profonda di questa grazia è conosciuta come Santità o santificazione, che scaturisce da una consacrazione totale a Dio e consente di vivere la vita sulle orme di Gesù.
SOLDATO
Persona di almeno 14 anni che, essendo convertito, con l'approvazione del Consiglio di Corpo, viene arruolato come membro dell'Esercito della Salvezza e firma gli "articoli di guerra".
TENENTE AUSILIARIO
Salutista che dedica un determinato periodo della propria vita al servizio a tempo pieno nell'Esercito della Salvezza, ma non è un Ufficiale consacrato.
UFFICIALE LOCALE
Soldato/a che ricopre una posizione di responsabilità ed autorità nel Corpo. Svolge i compiti relativi al ruolo che ricopre continuando a condurre la propria vita lavorativa e non percepisce alcun compenso dall'Esercito della Salvezza.
UFFICIALE
Salutista che lascia la propria occupazione precedente per rispondere alla chiamata di Dio a servire a tempo pieno. Dopo un periodo di formazione, viene consacrato e si dedica al servizio ed alla guida delle comunità. Gli Ufficiali sono ministri di culto. I gradi degli Ufficiali sono, nell'ordine: Tenente, Capitano, Maggiore, Tenente Colonnello, Colonnello, Commissario, Generale.
UNIFORME
I salutisti indossano una uniforme ufficiale, costituita da gonna o pantaloni e giacca blu, mostrine di colore diverso a seconda del grado ed, eventualmente, cappello.
In alcune occasioni può indossare anche un'uniforme informale costituita da gonna o pantaloni e camicia, polo, felpa o pile con il logo dell'Esercito della Salvezza.
Qualunque essa sia, l'uniforme ha il solo scopo di testimoniare la propria appartenenza al movimento, in quanto parte della Chiesa di Cristo.