by Esercito della Salvezza in Italia on April 10th, 2017

​Dopo le critiche mosse dalle cinque organizzazioni che da vent’anni si sono occupate gratuitamente del servizio, sono gli assistenti sociali puntare il dito contro la delibera che ha sollevato le associazioni dall'incarico per affidarlo proprio al Servizio sociale dei municipi. Sammarco: “Delibera non applicabile in molte sue parti”
​ROMA - La delibera della giunta capitolina n.31 del 3 marzo 2017 in materia di iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora continua a far discutere e a raccogliere critiche. Dopo le preoccupazioni avanzate da Caritas di Roma, Comunità di Sant’Egidio, Esercito della Salvezza, Focus-Casa dei diritti sociali e Centro Astalli, sono gli assistenti sociali a puntare il dito contro la decisione del Comune di Roma.
“La recente revisione della delibera sulla residenza fittizia risulta non applicabile in molte sue parti - spiega Giovanna Sammarco, presidente dell’Ordine del Lazio degli Assistenti sociali -, impone agli assistenti sociali di Roma Capitale di svolgere funzioni ed atti del tutto impropri rispetto ai compiti previsti per questa figura professionale e, soprattutto, costringe a sguarnire aree di intervento che invece sono tipiche dei servizi sociali aggravando situazioni che sono già al limite del collasso”.
La delibera, infatti, va a cambiare quello che è il servizio di iscrizione anagrafica nella città di Roma per i senza dimora. Da vent’anni, tale servizio è stato svolto in maniera gratuita dalle cinque organizzazioni citate, in collaborazione con l’amministrazione comunale. Con la delibera, però, il servizio diventa di esclusiva competenza del Comune di Roma. Per gli assistenti sociali del Lazio, su un tema così delicato “non sono consentiti errori o leggerezze”. E di nodi da sciogliere ce ne sono. Secondo Sammarco, “è del tutto inaccettabile che i nuovi richiedenti l’iscrizione anagrafica formale siano obbligati a recarsi al Servizio Sociale che deve rilasciare loro una attestazione di prima analisi - strumento sconosciuto ai manuali di servizio sociale – come condizione di ricevibilità così come l’obbligo che ogni pratica debba essere completata nel tempo massimo di cinque giorni”. Preoccupa, inoltre, che la giunta non abbia “preso assolutamente in considerazione che affidando solo agli assistenti sociali il complesso delle procedure e la conseguente attività riguardante la residenza anagrafica dei cittadini senza fissa dimora, vengono ad essere completamente sguarnite tutte le altre attività proprie del servizio sociale con ripercussioni gravissime su altri cittadini fragili che si troveranno pertanto senza quel minimo di supporto di attività territoriale che Roma Capitale sembra in grado di garantire pur con grande difficoltà”.
Inoltre, per Sammarco è “discutibile non consentire più che le associazioni operanti nei diversi Municipi continuino a essere riferimento per la gestione degli indirizzi formali di residenza”.

E sono state proprio le cinque organizzazioni maggiormente impegnate su questo fronte nella capitale ad aver lanciato l’allarme sui rischi legati all’accessibilità e all’effettivo futuro esercizio del diritto di residenza. “Solo con l’iscrizione anagrafica si può richiedere un documento di identità - spiegano le cinque organizzazioni in un comunicato congiunto -, esercitare il diritto di voto, ottenere l’assistenza sanitaria e tutte le misure sociali collegate alla residenza, come anche la possibilità di chiedere la cittadinanza, il riconoscimento di invalidità, riscuotere la pensione. Ciò avviene oggi per circa 20 mila persone a Roma, 18 mila delle quali non più 'invisibili' grazie al lavoro di prossimità delle associazioni e solo 2 mila per opera delle strutture comunali”.
Secondo le associazioni, la nuova procedura “rischia di non garantire tale servizio a tutti i cittadini in situazioni di fragilità sociale - si legge nel comunicato -, penalizzando quanti hanno meno possibilità di incontrare la pubblica amministrazione”. Affidare in modo esclusivo il servizio di iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora ai Municipi, spiegano le associazioni, “rischia di creare problemi effettivi di esigibilità dei diritti di cui i tempi di attesa molto lunghi sarebbero solo il primo di una serie di ostacoli senza assicurare al meglio i diritti della persona senza dimora: basti pensare alla mediazione culturale per gli stranieri; al servizio di casella postale per la corrispondenza fiscale e amministrativa; all’assistenza nella compilazione della modulistica”.
Per le associazioni, inoltre, occorre assicurare modalità idonee per gli stranieri “per consentire ai lavoratori domestici di ottenere la residenza anagrafica anche nei numerosi casi nei quali i datori di lavoro non consentono l’iscrizione pur vivendo il lavoratore presso di loro - aggiungono le associazioni -; assicurare l’iscrizione anagrafica anche dei rifugiati e degli altri titolari di protezione internazionale o di permesso di soggiorno per motivi umanitari i quali, terminato il periodo legale di accoglienza nei centri predisposti per i richiedenti asilo, si trovino senza alloggio, od in un alloggio irregolare o abusivo, ma siano in effetti presenti sul territorio comunale”. Per quanto riguarda i nuclei familiari che vivono in situazioni di indigenza, inoltre, “occorre garantire il diritto all’iscrizione anagrafica delle persone che vivono in sub-affitto o in occupazione abusiva mediante l’iscrizione nella qualità di “senza tetto-senza fissa dimora”. Vanno riconosciute inoltre le nuove figure di “senza tetto” e “senza fissa dimora” connesse, in particolare, all’allontanamento dalla famiglia (separazioni e divorzi) e quindi alla perdita dell’uso della casa familiare”. Infine, i casi “particolari” di chi chiede il riconoscimento della cittadinanza italiana “iure sanguinis - concludono le associazioni - perché discendenti di cittadini italiani, per i quali l’iscrizione anagrafica è un passaggio necessario del procedimento ma che si trovano spesso a Roma come ospiti presso amici o parenti, o come clienti di piccoli alberghi, pensioni o altri tipo di ospitalità”.

​© Copyright Redattore Sociale

by Esercito della Salvezza in Italia on April 5th, 2017

​Anagrafe dei senza dimora a Roma
Associazioni preoccupate per la nuova delibera:
“possibile limitazione dei diritti di chi vive per strada come documenti d’identità, pensione e assistenza sanitaria”

​La Caritas di Roma, la Comunità di Sant'Egidio, l'Esercito della Salvezza, Focus-Casa dei diritti sociali e Associazione Centro Astalli esprimono seria preoccupazione per la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 31 del 3 marzo 2017 in materia di iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora.

Le cinque organizzazioni - che hanno assicurato questo prezioso servizio a titolo gratuito e con personale esperto in oltre 20 anni di collaborazione con il Comune di Roma - dopo aver incontrato i rappresentanti dell’amministrazione capitolina ed evidenziato lacune nel percorso di emanazione della delibera, ribadiscono perplessità relativamente all'accessibilità e all'effettivo futuro esercizio del diritto di residenza.

Solo con l’iscrizione anagrafica si può richiedere un documento di identità, esercitare il diritto di voto, ottenere l’assistenza sanitaria e tutte le misure sociali collegate alla residenza, come anche la possibilità di chiedere la cittadinanza, il riconoscimento di invalidità, riscuotere la pensione. Ciò avviene oggi per circa 20 mila persone a Roma, 18 mila delle quali non più “invisibili” grazie al lavoro di prossimità delle associazioni e solo 2 mila per opera delle strutture comunali.

In particolare, la nuova procedura rischia di non garantire tale servizio a tutti i cittadini in situazioni di fragilità sociale, penalizzando quanti hanno meno possibilità di incontrare la pubblica amministrazione. In quest'ottica, le cinque organizzazioni chiedono di risolvere al più presto le criticità della delibera predisponendo le consequenziali misure correttive già evidenziate in una nota inviata all'Amministrazione capitolina.

Le associazioni, pur riconoscendo che la nuova delibera investe finalmente l’amministrazione pubblica di un ruolo che le è proprio, temono che affidare in modo esclusivo il servizio di iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora ai Municipi in una realtà complessa come quella romana senza un'adeguata preparazione degli impiegati e un incremento delle risorse, rischia infatti di creare problemi effettivi di esigibilità dei diritti di cui i tempi di attesa molto lunghi sarebbero solo il primo di una serie di ostacoli e non assicura al meglio i diritti della persona senza dimora: basti pensare alla mediazione culturale per gli stranieri; al servizio di casella postale per la corrispondenza fiscale e amministrativa (all'indirizzo del Municipio arriveranno tutte le comunicazioni indirizzate alle persone); all'assistenza nella compilazione della modulistica.

Nel caso di cittadini stranieri occorre assicurare idonee modalità per consentire ai lavoratori domestici di ottenere la residenza anagrafica anche nei numerosi casi nei quali i datori di lavoro non consentono l'iscrizione pur vivendo il lavoratore presso di loro; assicurare l'iscrizione anagrafica anche dei rifugiati e degli altri titolari di protezione internazionale o di permesso di soggiorno per motivi umanitari i quali, terminato il periodo legale di accoglienza nei centri predisposti per i richiedenti asilo, si trovino senza alloggio, od in un alloggio irregolare o abusivo, ma siano in effetti presenti sul territorio comunale.

Per quanto riguarda i nuclei familiari che vivono in situazioni di indigenza occorre garantire il diritto all'iscrizione anagrafica delle persone che vivono in sub-affitto o in occupazione abusiva mediante l'iscrizione nella qualità di "senza tetto-senza fissa dimora". Vanno riconosciute inoltre le nuove figure di "senza tetto" e "senza fissa dimora" connesse, in particolare, all'allontanamento dalla famiglia (separazioni e divorzi) e quindi alla perdita dell'uso della casa familiare.

Casi "particolari" e molto diffusi sono quelli dell'iscrizione anagrafica delle persone che chiedono il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis perché discendenti di cittadini italiani, per i quali l'iscrizione anagrafica è un passaggio necessario del procedimento ma che si trovano spesso a Roma come ospiti presso amici o parenti, o come clienti di piccoli alberghi, pensioni o altri tipo di ospitalità.

Le cinque associazioni vigileranno affinché sia assicurato il diritto di residenza a tutti e ribadiscono la disponibilità della loro esperienza pluriennale a fianco dei più deboli.  

by Esercito della Salvezza in Italia on April 4th, 2017

Si parla ancora dell'iniziativa "Cappuccino Sospeso " grazie  anche alla stampa  ed in particolare al giornale La Fiera dell'Est . In questo caso  anche la stampa diventa solidale . 
aggiornamento del 4 aprile, FIERADELLEST.IT:
​​Il progetto del “cappuccino sospeso” vince il premio Formica d’oro

Articolo originale su TORRI.ROMATODAY.it

Articolo originale su FIERADELLEST.IT

by Esercito della Salvezza in Italia on April 3rd, 2017

​​E' stata davvero la giornata dell'amicizia, lo testimoniano le foto con bambini del quartiere San Lorenzo che hanno giocato e fatto merenda nel nostro giardino, gustando torte e muffin preparati nelle nostre cucine da"i volontari per un giorno" dell'Ambasciata Americana.
Vedete inoltre le pulizie di primavera presso il centro famiglie , armadi sistemati e pronti ad essere aperti per quelle famiglie che non riescono a comprare vestiti nuovi causa perdita di lavoro, o stipendi che non ti fanno arrivare alla fine del mese . Cominciate a prepararvi alle serate de "l'orto è servito" vedete dalle foto che il terrazzo è stato riattivato grazie a questi amici volontari tuttofare. Grazie per l'ottimo barbecue offerto ai nostri ospiti... In verità ne abbiamo giovato tutti e insieme. Eccellente digestione in giardino dove abbiamo fatto anche un po' di ginnastica con i bambini, grazie a balli improvvisati e ricordi di vecchi giochi. Siamo andati a letto felici, con dentro ancora gli odori del mattino, quando siamo stati svegliati dagli aromi che uscivano dalla cucina, e dal via vai di persone indaffarate in terrazzo, in cucina, nel centro famiglie, nella stanza della memoria. E allora sì, la vita è bella, e i nostri amici per un giorno belli altrettanto. Grazie all'Ambasciata Americana a Roma, grazie alle mamme di San Lorenzo, grazie ai nostri ospiti, grazie agli operatori.

Ci vediamo l'anno prossimo!

by Esercito della Salvezza in Italia on March 30th, 2017

​Assaggi solidali di primavera

​Anche quest'anno avremo con noi volontari speciali per un giorno. Infatti celebreremo il "Frendship Day " con gli amici dell'Ambasciata Americana a Roma. Ringraziamo sin d'ora i funzionari, gli impiegati e tutto il personale che cucinerà per i nostri ospiti un promettente barbecue, nel nostro terrazzo riattivato per la primavera, anche grazie al lavoro straordinario di questi volontari speciali! Anche gli spazi del centro famiglie usufruiranno del prezioso lavoro di "manutenzione straordinaria".



Alle 16,30 torte straordinarie saranno sfornate per una merenda in giardino, a cui sono invitati i bambini di San Lorenzo con i loro familiari. Alcune torte raggiungeranno il Centro per l'Autonomia che festeggia venti anni di attività in un luogo che ha significato il reinserimento vero delle persone con disabilità, siamo felici di inviare i nostri auguri con torte speciali, perché frutto dell'impegno di tanti. Altra torta speciale a chi racconta ogni giorno la città e il lavoro delle associazioni che la rendono migliore, raggiungeremo quindi gli amici di "Radio Roma Capitale".

Buon "Frendship Day", buona primavera!

Appuntamento a domani venerdì 31 marzo

Per informazioni: ​329 166 30 47





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