Lotta alla povertà estrema - firma congiunta
by Esercito della Salvezza in Italia on April 16th, 2015

Il Generale André Cox si è unito ai leader religiosi e alle organizzazioni che si basano su principi di fede in un appello per un Impegno a porre fine alla povertà estrema entro il 2030.

Londra, 9 aprile 2015 – Il leader internazionale dell'Esercito della Salvezza, il generale André Cox, si è unito a più di 30 leader delle maggiori religioni nel mondo e ai leader di organizzazioni che si basano su principi di fede per lanciare un accorato appello all'azione, per porre fine alla povertà estrema entro il 2030 - un obiettivo condiviso dal Gruppo Banca Mondiale. Il generale ha apposto la sua firma su una dichiarazione (sar.my/faith2endpoverty), firmata il 9 aprile 2015.
La dichiarazione congiunta dal titolo, “Porre Fine all'Estrema Povertà: un imperativo morale e spirituale”, sottolinea il fatto che fino a oggi sono stati compiuti dei notevoli progressi nella riduzione della povertà estrema. Negli ultimi 25 anni, il mondo è passato da quasi due miliardi a meno di un miliardo di persone che vivono in estrema povertà. Ora, la dichiarazione spiega, per la prima volta nella storia dell’umanità esistono sia la capacità, che la responsabilità morale per assicurare che nessuno sia costretto a vivere nella morsa dell'estrema povertà.

“La Banca mondiale, insieme ad altre organizzazioni, ha fornito ampie prove che mostrano come sia possibile porre fine alla povertà estrema entro i prossimi 15 anni", la dichiarazione imperativa morale sottolinea inoltre che: “Nel 2015, i nostri governi decideranno un nuovo programma di sviluppo globale sostenibile, che avrà il potenziale di stabilire il nostri valori comuni, per completare l'urgente compito di porre fine alla povertà estrema.

“Noi, nella comunità di fede, abbracciamo questo imperativo morale, convinti che la cura che abbiamo per i più deboli e i vulnerabili costituisca la prova morale certa della nostra società. I nostri testi sacri ci chiamano inoltre a combattere le ingiustizie e soccorrere i più poveri tra noi”.

La dichiarazione mira a generare la volontà politica e sociale necessaria ad ispirare altri a impegnarsi maggiormente e a unirsi in questa causa, attingendo dalle tante convinzioni e credenze condivise dalle principali religioni del mondo intorno all'appello e alla responsabilità di combattere la povertà.

I sostenitori dell’iniziativa si sono impegnati a stimolare maggiore impegno e azione all'interno della comunità di fede, a livello globale e in ogni settore, per porre fine alla povertà estrema. Per l'Esercito della Salvezza, questa è l'occasione di unire le proprie forze con le persone di fede di tutto il mondo, per continuare la battaglia contro la povertà; aspetto fondamentale della sua missione nel corso dei 150 anni della sua storia. Il Leader internazionale, il generale André Cox, aggiunge: “L'Esercito della Salvezza continuerà a impegnarsi con i responsabili politici, e cercherà di lavorare in un partenariato strategico con persone che la pensano come noi, per rendere questo sogno una realtà (realizzare questo sogno). Molto di ciò che facciamo oggi, e molti dei nostri programmi di sviluppo in tutto il mondo, sostengono attivamente questi ideali e questi obiettivi”.

L'annuncio da parte dei leader religiosi mondiali nasce da una Tavola Rotonda organizzata ad alto livello il 18 febbraio dalla Banca Mondiale, e che ha visto riuniti il suo presidente, Jim Yong Kim, leader religiosi e i leader di organizzazioni che si basano su principi di fede. Il Commissario Charles Swansbury, Segretario Internazionale per il Programma delle Risorse presso il Quartiere Generale Internazionale, Londra, Regno Unito, ha rappresentato l'Esercito della Salvezza in quella occasione.

Nel suo discorso al Centro Studi strategici e internazionale (CSIS) a Washington tenuto prima della riunioni della Banca mondiale/FMI in primavera, il presidente del Gruppo della Banca Mondiale Jim Yong Kim ha detto che circa un miliardo di persone vivono in quella che è definita “estrema povertà” e sopravvivono con meno di 1.25 dollaro americano al giorno. “Alcuni di noi” ha detto, “non possono neanche immaginare cosa questo possa significare. Cerchiamo di ricordare che cos'è la povertà. Povertà è che 2.5 miliardi di persone non hanno accesso a conti finanziari. Povertà è che 1,4 miliardi di persone vivono senza elettricità. Povertà è anche mettere i propri figli a letto senza cibo. Povertà significa anche non poter andare a scuola perché nella famiglia tutti devono guadagnare ogni giorno qualche centesimo”.

Rispondendo al lancio dell'Imperativo Morale, egli ha aggiunto: “I leader delle diverse fedi e il gruppo della Banca Mondiale condividono un obiettivo comune – realizzare un mondo libero dall'estrema povertà entro 15 anni. L'Imperativo Morale può contribuire a guidare il movimento affinché si ponga fine alla povertà entro il 2030, ispirando le grandi comunità ad agire adesso e sostenendo i governi a fare lo stesso. Questi impegni da parte dei leader religiosi arrivano proprio al momento giusto – le loro azioni possono aiutare migliaia di persone a tirarsi fuori dalla povertà”.

La Dichiarazione termina con la formulazione di un imperativo a tratti molto forte: “La prigionia della povertà di più di un miliardo di uomini, donne e bambini deve finire. Ora è il momento di agire con coraggio, per liberare la prossima generazione dalla trappola dell'estrema povertà”.

La dichiarazione dell'imperativo morale è disponibile in arabo, cinese, inglese, francese, portoghese, spagnolo e russo sul sito sar.my/faith2endpoverty.

Questo annuncio è disponibile nella sezione Notizie del sito www.salvationist.org​


Posted in Generale André Cox    Tagged with no tags

Archivio Notizie
2017 (25)
January (4)
February (4)
March (3)
April (5)
May (7)
June (2)
2016 (25)
January (1)
March (2)
April (2)
May (5)
June (2)
July (3)
August (1)
September (5)
October (1)
December (3)
2015 (14)
share